Quale natura è la mia
che mille passioni la agitano
e tristezza dolori serene gioie
nel cuore mi sento battere
e follia a volte
come fossi invasato da Furie?
Oh! io non posso avere la pace
e baciando donne io già penso
alla mia umana poesia e da esse lontano lento desiderio sorge
e trema per ogni lembo di carne;
e odio improvviso contro non degni nemici
e volontà di far pace e tutti amare
e lente tristezze come fossi
in un deserto paese sperduto.
Ed anche vorrei che un pesante sonno
mi comprimesse in ogni membro
mai più potessi
aprire gli occhi al mondo;
ma niente posso e incatenato cammino
chiedendo amore e pace.
(La trascrizione è tratta da “l’Asso di Picche *Veleno e amore Secondo", Arnoldo Mondadori Editore, 1974)